Diritto Commerciale (concordato preventivo)

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1. Dispone l'art. 73 della legge fallimentare che nella vendita con riserva di proprietà in cui il prezzo deve essere pagato a termine o a rate, il fallimento del compratore determina lo scioglimento del contratto....

A meno che il curatore subentri nel contratto con l'autorizzazione del giudice delegato.
In ogni caso, ed il venditore deve restituire le rate di prezzo già riscosse.
A meno che il curatore subentri nel contratto con l'autorizzazione del comitato dei creditori.
Soltanto se il venditore si oppone al subentro del curatore nel contratto.
Non so rispondere

2. Ai sensi della legge fallimentare (regio decreto n. 267/42), come modificata dal decreto legislativo 12 settembre 2007 n. 169, un imprenditore esercente un'attività commerciale che abbia avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila ed abbia altresì un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila....

É comunque soggetto alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo, qualora dimostri, in qualunque modo, di aver realizzato, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila.
É escluso dalle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo, qualora dimostri, in qualunque modo, di aver realizzato, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila.
In ogni caso è escluso dalle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo.
In ogni caso è soggetto alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo.
Non so rispondere

3. Ai sensi dell'art. 46 della legge fallimentare.....

Non sono compresi nel fallimento i frutti derivanti dall'usufrutto legale sui beni dei figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale e i frutti di essi, salvo quanto è disposto dall'art. 170 del c.c.
Sono compresi nel fallimento anche i beni di natura strettamente personale.
Sono compresi nel fallimento gli assegni aventi carattere alimentare, gli stipendi, pensioni, salari e ciò che il fallito guadagna con la sua attività, entro i limiti di quanto occorre per il mantenimento suo e della famiglia.
Sono comprese nel fallimento le cose che non possono essere pignorate per disposizione di legge.
Non so rispondere

4. In quale dei seguenti casi il pubblico ministero può chiedere il fallimento dell'imprenditore?

Solo quando l'insolvenza risulta nel corso di un procedimento penale.
Solo quando l'insolvenza risulta da segnalazione proveniente dal giudice che l'abbia rilevata nel corso di un procedimento civile.
Solo quando l'insolvenza risulta dalla chiusura dei locali dell'impresa.
Quando l'insolvenza risulta, tra l'altro, dalla fuga, dalla irreperibilità o dalla latitanza dell'imprenditore, dalla chiusura dei locali dell'impresa, dal trafugamento, dalla sostituzione o dalla diminuzione fraudolenta dell'attivo da parte dell'imprenditore.
Non so rispondere

5. Salvo il caso di concordato preventivo, la procedura di fallimento si chiude....

Soltanto quando intervenga la rinuncia di tutti i creditori ammessi al passivo del fallimento.
Soltanto una volta compiuta la ripartizione finale dell'attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l'intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione.
Anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell'attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l'intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione.
Quando sia decorso il termine massimo di dieci anni dalla sentenza dichiarativa del fallimento.
Non so rispondere

6. Secondo la legge fallimentare, se l'imprenditore muore dopo la dichiarazione di fallimento....

Il procedimento si estingue.
La procedura prosegue nei confronti degli eredi, anche se hanno accettato con beneficio d'inventario.
La procedura prosegue nei confronti degli eredi, soltanto se abbiano accettato con beneficio d'inventario.
Il procedimento si estingue, salvo riassunzione del medesimo da parte degli eredi entro i successivi sei mesi.
Non so rispondere

7. Se la sentenza di secondo grado, emessa dalla corte d'appello, revoca il fallimento....

Restano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi della procedura.
Gli effetti degli atti compiuti dagli organi della procedura vengono travolti in ogni caso.
Restano salvi esclusivamente gli effetti degli atti legalmente compiuti dal giudice delegato alla procedura fallimentare.
Restano salvi esclusivamente gli effetti degli atti legalmente compiuti dal curatore fallimentare.
Non so rispondere

8. Ai sensi della legge fallimentare, come modificata dal decreto legislativo 12 settembre 2007 n. 169, gli enti pubblici....

Posso fallire al pari degli imprenditori commerciali.
Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento, ma non a quelle sul concordato preventivo.
Sono soggetti alle disposizioni sul concordato preventivo, ma non sul fallimento.
Sono esclusi dalle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo.
Non so rispondere

9. Nel concordato preventivo, il tribunale, con il decreto che dichiara aperta la relativa procedura, stabilisce anche un termine non superiore a quindici giorni entro il quale l'imprenditore ricorrente è tenuto a depositare in cancelleria....

La somma pari al 50% delle spese che si presumono necessarie per l'intera procedura, ovvero la diversa minor somma, non inferiore al 20% di tali spese, che sia determinata dal giudice.
La somma pari al 40% dell'ammontare dei crediti chirografari, ovvero la diversa minor somma, non inferiore al 10% di tali crediti, che sia determinata dal giudice.
Un importo corrispondente al 50% dell'ammontare dei crediti chirografari, ovvero la diversa maggiore o minor somma, che sia determinata dal giudice.
Un importo corrispondente al 40% delle spese che si presumono necessarie per l'intera procedura, salva diversa determinazione da parte del giudice.
Non so rispondere

10. Con il concordato preventivo, l'imprenditore che si trova in stato di crisi può proporre ai creditori un piano che può prevedere, tra l'altro, oltre alla ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni, accollo, o altre operazioni straordinarie....

Trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi diverse, anche se producano l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione.
Il soddisfacimento integrale almeno del 40% dei creditori, a prescindere dalla classe di appartenenza.
Trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi diverse, purché non abbiano l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione.
Il soddisfacimento integrale almeno del 20% dei creditori, a prescindere dalla classe di appartenenza.
Non so rispondere
Al termine del quiz è presente la valutazione finale con risposte corrette/errate