Dir. Lavoro (diritti dei lavoratori)

Tempo trascorso
-

1. Indicare quale tra le seguenti affermazioni di cui all'art. 2112 del cod. civ. sul mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda è corretta.

Nel caso in cui l'alienante stipuli con l'acquirente un contratto di appalto la cui esecuzione avviene utilizzando il ramo d'azienda oggetto di cessione, tra appaltante e appaltatore non opera più il regime di solidarietà di cui all'art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003.
Il rapporto di lavoro continua con il cessionario ma al lavoratore vengono applicate, anche se meno favorevoli, le condizioni previste per i lavoratori dell'azienda concessionaria.
Le disposizioni di cui al suddetto articolo si applicano altresì al trasferimento di parte dell'azienda, intesa come articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento.
Ai fini e per gli effetti di cui al suddetto articolo si intende per trasferimento d'azienda qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella titolarità di un'attività economica organizzata, purchè sia effettuata a scopo di lucro.
Non so rispondere

2. La borsa continua del lavoro....

É un sistema chiuso di incontro domanda-offerta di lavoro finalizzato a favorire la maggior efficienza e trasparenza del mercato del lavoro, all'interno del quale i disoccupati e le persone in cerca di un lavoro, possono decidere di incontrarsi in maniera libera e dove i servizi sono liberamente scelti dall'utente.
É un sistema aperto formato da organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, ai fini di attuare la promozione di una occupazione regolare e di qualità.
É un sistema aperto di incontro domanda-offerta nel quale su specifica esigenza del committente vengono individuati i soggetti idonei a ricoprire la posizione lavorativa chiesta.
É un sistema aperto di incontro domanda-offerta di lavoro finalizzato a favorire la maggior efficienza e trasparenza del mercato del lavoro, all'interno del quale cittadini, lavoratori, disoccupati, persone in cerca di un lavoro, soggetti autorizzati o accreditati e datori di lavoro possono decidere di incontrarsi in maniera libera e dove i servizi sono liberamente scelti dall'utente.
Non so rispondere

3. Le disposizioni di cui all'art. 2112 del cod.civ. sulle tutele in termini di stabilità dell'occupazione dei lavoratori dipendenti, in caso di trasferimento d'azienda, trovano applicazione qualora il trasferimento riguardi imprese nei confronti delle quali vi sia stata emanazione di provvedimento di sottoposizione all'amministrazione straordinaria?

Le disposizioni dettate dal codice sono tassative e non derogabili.
Solo se l'azienda occupa più di venti dipendenti.
Trovano applicazione; l'unica esclusione è stabilita per le aziende o unità produttive delle quali sia stato accertato lo stato di crisi aziendale.
Non trovano applicazione in generale quando sia stato accertato lo stato di crisi o in caso di aziende sottoposte a procedure concorsuali.
Non so rispondere

4. Il D.Lgs. n. 276/2003...

Mira a realizzare un sistema efficace e coerente di strumenti intesi a garantire trasparenza ed efficienza del mercato del lavoro e migliorare le capacità di inserimento professionale dei disoccupati e di quanti sono alla ricerca di una prima occupazione, con particolare riferimento alle fasce deboli del mercato del lavoro.
Attua le disposizioni della direttiva 97/81/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES.
Mira ad abolire qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l'accesso al lavoro, in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale.
Mira a regolamentare in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, e nel pieno rispetto del ruolo della autonomia negoziale collettiva, i profili di disciplina del rapporto di lavoro connessi alla organizzazione dell'orario di lavoro.
Non so rispondere

5. Il D.Lgs. n. 276/2003 vieta il ricorso alla somministrazione di lavoro:

Presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli artt. 4 e 24 della legge n. 223/1991, che abbiano riguardato lavoratori adibiti anche a mansioni diverse da quelle cui si riferisce il contratto di somministrazione.
Da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'art. 4 del D.Lgs. n. 626/1994.
Presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell'orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, anche se il contratto di somministrazione preveda mansioni diverse da quelle interessate dalla sospensione o riduzione.
Solo per attività di consulenza direzionale, assistenza alla certificazione, programmazione delle risorse, sviluppo organizzativo e cambiamento, gestione del personale, ricerca e selezione del personale.
Non so rispondere

6. Il D.Lgs. n. 276/2003 vieta il ricorso alla somministrazione di lavoro...

Presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli artt. 4 e 24 della legge n. 223/1991, che abbiano riguardato lavoratori adibiti anche a mansioni diverse da quelle cui si riferisce il contratto di somministrazione.
Per la sostituzione dei lavoratori che esercitano il diritto di sciopero.
Presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell'orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, anche se il contratto di somministrazione preveda mansioni diverse da quelle interessate dalla sospensione o riduzione.
A fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all'ordinaria attività dell'utilizzatore.
Non so rispondere

7. A norma di quanto dispone il D.Lgs. n. 276/2003, l'acquisizione del personale già impiegato nell'appalto a seguito di subentro di un nuovo appaltatore, in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto d'appalto, costituisce trasferimento d'azienda?

No, costituisce trasferimento di parte d'azienda.
Si, a seguito dell'ultima modifica apportata al suddetto D.Lgs.
No, non costituisce trasferimento d'azienda o di parte d'azienda.
Il suddetto D.Lgs. nulla dispone in merito, si ritiene quindi che non costituisca trasferimento d'azienda.
Non so rispondere

8. Indicare quale tra le seguenti affermazioni di cui all'art. 2112 del cod. civ. sul mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda non è corretta.

Il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai CCNL, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri CCNL applicabili all'impresa del cessionario.
Il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento, ferma restando la facoltà di esercitare il recesso ai sensi della normativa in materia di licenziamenti.
Il cessionario è tenuto in ogni caso ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai CCNL, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, anche se all'azienda viene applicato un CCNL diverso.
Il lavoratore, le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica nei tre mesi successivi al trasferimento d'azienda, può rassegnare le proprie dimissioni con gli effetti previsti dalla legge.
Non so rispondere

9. Indicare quale tra le seguenti affermazioni riferite all'appalto e alla somministrazione di lavoro non è corretta.

Il contratto di appalto, si distingue dalla somministrazione di lavoro per l'organizzazione dei mezzi necessari da parte dell'appaltatore, che può anche risultare, in relazione alle esigenze dell'opera o del servizio dedotti in contratto, dall'esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati nell'appalto, nonché per la assunzione, da parte del medesimo appaltatore, del rischio d'impresa.
La solidarietà che assicura ai lavoratori che in ogni caso siano loro corrisposti i trattamenti retributivi spettanti e i versamenti contributivi non opera quando l'appaltatore sia una persona fisica che non esercita attività di impresa o professionale.
Affinchè si possa parlare di appalto genuino è sufficiente che da parte dell'appaltatore vi sia l'organizzazione dei mezzi necessari e non anche l'assunzione del rischio d'impresa.
L'appaltatore è un soggetto che fornisce all'impresa committente un'opera o un servizio mediante la propria organizzazione di mezzi e/o di risorse umane.
Non so rispondere

10. Ai sensi del D.Lgs. 276/2003, in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro....

É obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti.
É obbligato in solido con l'appaltatore, entro il limite di tre anni dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti.
É obbligato in solido con l'appaltatore, entro il limite di sei mesi dalla cessazione dell'appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti.
Non è obbligato in solido con l'appaltatore, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti.
Non so rispondere
Al termine del quiz è presente la valutazione finale con risposte corrette/errate