Scrittura ed interpreatazione testi

Scrittura ed interpreatazione testi

Al termine del quiz è presente la valutazione finale con risposte corrette/errate

Scrittura ed interpreatazione testi

Autore: 
Università degli Studi di Bari, Laurea Magistrale in Scienze della Formazione - Scienze dell'Educazione
Difficoltà: 
medio
Voto: 
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Domande test Scrittura ed interpreatazione testi

1. Individuare l’alternativa che meglio sintetizza il contenuto del testo proposto in base ai criteri: chiarezza: la rielaborazione deve esprimere chiaramente e completamente l’argomentazione principale del testo; essenzialità: la rielaborazione deve evitare ridondanze e argomentazioni secondarie o subordinate e non può riportare informazioni addizionali o diverse da quelle contenute nel testo; somiglianza: la rielaborazione deve contenere tutti i principali concetti espressi nel testo. “A livello mondiale le fonti energetiche rinnovabili stanno vivendo una stagione di importante sviluppo. Il protocollo di Kyoto ha rappresentato il primo passo verso un nuovo modello di sviluppo economico che si è posto l'ambizioso obiettivo di superare la prospettiva tradizionale di dipendenza dalle fonti fossili, ormai riconosciute da molte parti come limitate e lesive dei sistemi naturali. Si sono create le premesse per una nuova politica energetica ecocompatibile, fondata sul risparmio, l'efficienza e lo sviluppo di forme alternative di energia.”

2. Individuare l’alternativa che meglio sintetizza il contenuto del testo proposto in base ai criteri: chiarezza: la rielaborazione deve esprimere chiaramente e completamente l’argomentazione principale del testo; essenzialità: la rielaborazione deve evitare ridondanze e argomentazioni secondarie o subordinate e non può riportare informazioni addizionali o diverse da quelle contenute nel testo; somiglianza: la rielaborazione deve contenere tutti i principali concetti espressi nel testo. “A partire dai primi mesi del 1915, il dibattito politico tra lo schieramento neutralista e quello interventista si infiamma e si inasprisce, allargandosi fino a coinvolgere e a mobilitare l'intera opinione pubblica italiana. I neutralisti sono decisamente più numerosi sia in Parlamento sia nella società civile, ma gli interventisti suppliscono alla minor consistenza numerica con una capacità di attrazione e soprattutto una chiassosa visibilità, decisamente travolgente.”

3. Attenzione: il seguente brano è suddiviso in paragrafi numerati con numeri romani. I periodi del Paragrafo II, numerati da  a , seguono una disposizione ERRATA rispetto al testo originale. Individuarne la sequenza corretta. Paragrafo I Le notizie su Walter Berglund non vennero riprese dalla stampa locale – lui e Patty si erano trasferiti a Washington due anni prima, e ormai non contavano più niente per St Paul –, ma la nuova borghesia urbana di Ramsey Hill non era così leale alla propria città da non leggere il "New York Times". Paragrafo II  I suoi vecchi vicini avevano qualche difficoltà a conciliare la descrizione del quotidiano con l'uomo generoso, sorridente e rubicondo dei loro ricordi, l'impiegato della 3M che risaliva Summit Avenue sulla sua bici da città nella neve di febbraio.  Ma nei Berglund, d'altra parte, c'era sempre stato qualcosa che non andava.  Sembrava assurdo che Walter, più verde di Greenpeace e cresciuto in campagna, fosse finito nei guai per connivenza con l'industria del carbone ai danni dei contadini.  Secondo un lungo e assai poco lusinghiero articolo del «Nyt», Walter, nella capitale della nazione, aveva mandato a rotoli la propria vita professionale. (J. Franzen, “Libertà”)

4. Attenzione: il seguente brano è suddiviso in paragrafi numerati con numeri romani. I periodi del Paragrafo II, numerati da 1 a 4, seguono una disposizione ERRATA rispetto al testo originale. Individuarne la sequenza corretta. Paragrafo I L’ambulatorio si trovava nella zona occidentale del chiostro. Era scuro e spoglio. Dietro l’unico mobile, uno scrittoio collocato fra due bracieri, sedeva un uomo gigantesco con i capelli tagliati a spazzola. Il camice bianco gli conferiva un aspetto rassicurante, solo in parte smentito dal medaglione d’argento che oscillava sul suo petto come un pendolo. Stella Maris si rivolse a lui con deferenza, chiamandolo Direttore. Paragrafo II 1) Tomàs vi lanciò uno sguardo diagonale. 2) Poi la sua immagine sparì e al centro dello specchio comparve una donna seduta su un trono. 3) ll medico invitò il paziente ad avvicinarsi e gli porse uno specchio color tenebra. 4) Nonostante l’opacità del quadro, riuscì a riconoscersi: le occhiaie scavate, le guance rotonde, i capelli arruffati. (da: Massimo Gramellini, “L’ultima riga delle favole”)

5. Individuare l’alternativa che meglio sintetizza il contenuto del testo proposto in base ai criteri: chiarezza: la rielaborazione deve esprimere chiaramente e completamente l’argomentazione principale del testo; essenzialità: la rielaborazione deve evitare ridondanze e argomentazioni secondarie o subordinate e non può riportare informazioni addizionali o diverse da quelle contenute nel testo; somiglianza: la rielaborazione deve contenere tutti i principali concetti espressi nel testo. Per la seconda volta in poche settimane un gruppo di scienziati ha annunciato di avere usato la clonazione per creare cellule staminali partendo dal tessuto di un adulto e non da un feto. I ricercatori hanno clonato un embrione da una donna di 32 anni affetta da diabete, per poi estrarre da esso delle cellule staminali che sono state inserite in un nuovo embrione capace di produrre insulina. La speranza degli scienziati è quella di usare la tecnica per curare il diabete senza rischiare che il corpo del paziente rigetti le cellule.

6. Attenzione: il seguente brano è suddiviso in paragrafi numerati con numeri romani. I periodi del Paragrafo II, numerati da 1 a 4, seguono una disposizione ERRATA rispetto al testo originale. Individuarne la sequenza corretta. Paragrafo I Aveva fatto quell'osservazione in tutta innocenza, ma il carattere impetuoso di Heathcliff non era pronto a sopportare neanche l'ombra di un'impertinenza da chi già allora sembrava odiare come un rivale. Afferrò la prima cosa che gli capitò sotto mano, e cioè una zuppiera di salsa di mele calda, e gliela scaraventò in faccia. Naturalmente Edgar cominciò subito a strillare, facendo accorrere Catherine e Isabella. Paragrafo II 1) Quanto a me, presi uno strofinaccio e strofinai piuttosto rudemente il muso di Edgar, dicendogli che così avrebbe imparato a non immischiarsi negli affari altrui. 2) Il signor Earnshaw agguantò il colpevole e lo trascinò in camera sua, dove, senza dubbio, gli somministrò un violento rimedio contro quell'accesso d'ira, perché quando ricomparve era paonazzo e aveva il fiato corto. 3) Sua sorella cominciò a frignare e a chiedere di tornare a casa, mentre Catherine li guardava confusa e vergognosa. 4) “Non dovevi parlargli!” disse al signorino Linton in tono di rimprovero. “Lo hai fatto arrabbiare, hai rovinato tutto, e lui sarà frustato... e io non lo sopporto! Non riuscirò più a mangiare un boccone, adesso. Ma perché gli hai parlato, Edgar?”. (da: E. Bronte, “Cime tempestose”, Giunti)

7. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Alcuni genitori credono ancora di poter sostituire se stessi alla scuola materna. “Il miglior amico del bambino” si dice “è sempre la mamma”. D'accordo, ma è un'amicizia che da sola non basta. Per il bambino l'adulto è qualcosa di molto grande, potente e ammirevole, specialmente i genitori. I due atteggiamenti principali del bimbo verso il papà e la mamma sono il desiderio di essere come loro e il desiderio di essere protetto; il che vuol dire tendenza all'identificazione e alla dipendenza. Non sono certo solo queste le basi per una sana e normale conquista della propria personalità e della propria autonomia. Ciò che occorre al bimbo per ritrovare se stesso e per affermare se stesso è un altro individuo debole come lui, bisognoso come lui, piccolo come lui; un individuo con il quale potersi misurare, un suo pari con il quale poter entrare in collaborazione o in conflitto. Cioè un compagno. Anzi, diversi compagni, perché i rapporti sociali veri e propri sono per definizione molteplici e debbono implicare un gruppo di persone su un piano di parità. Questo è ciò che offre al bambino la scuola materna. Nel primo periodo, fra i tre e i quattro anni, il piccolo comincia poco a poco ad abbandonare il gioco solitario per dedicarsi ad attività varie in compagnia di un paio di amici, anzi in collaborazione con loro; ma i suoi contatti sociali non sono sempre improntati all'affiatamento e alla buona volontà. Al contrario spesso il bambino assume un atteggiamento provocatorio, studiatamente urtante, fondato non di rado sulla contraddizione a oltranza; è sistematicamente contrario a tutto, e per principio si mette in urto con gli altri. Non per autentica cattiveria, beninteso; ma probabilmente perché vuole in tal modo sondare le reazioni dell'ambiente e, se possibile, imporvi il proprio dominio. Fra i quattro e cinque anni il piccolo novizio rinuncia un po' per volta a queste prese di posizione: si è già orientato meglio nel gruppo sociale e gradisce sempre di più il gioco in cooperazione con gli altri, anzi arriva fino a lavorare con quattro o cinque coetanei, specie se si tratta di costruire qualcosa. (Da: M. Bernardi, “Il nuovo bambino”, Milanolibri). - Secondo il Brano I, l'amicizia con la madre per il bambino:

8. Secondo quanto riportato nel Brano I, per ritrovare se stesso il bambino deve trovare:

9. Secondo quanto riportato nel Brano I, i rapporti sociali veri e propri avvengono:

10. Secondo quanto riportato nel Brano I, il gioco nel bambino si evolve:

11. Secondo quanto riportato nel Brano I, nel gioco i contatti sociali:

12. Brano II Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Vi è mai capitato di vedere il video “Bottle Bank Arcade”? Si tratta di un esperimento che aveva l'obiettivo di verificare se sfida e divertimento potessero impattare sulla raccolta differenziata. Gli abitanti di Stoccolma, un bel giorno, passando vicino alla stazione, sono stati richiamati da un bidone per la raccolta del vetro che emetteva luci e suoni. Ogni bottiglia inserita faceva accumulare punti e risate. Da quel momento, il bidone è stato usato per circa cento volte al giorno, contro le due di tutti gli altri bidoni "normali" ubicati nelle vicinanze. Questo e molti altri esperimenti sociali hanno ormai dimostrato che sfida e divertimento hanno effettivamente il potere di cambiare i nostri cambiamenti velocemente. È una scoperta importante, perché può fornire diversi spunti per rendere la formazione e lo sviluppo delle performance ancor più coinvolgenti e in grado di produrre risultati di cambiamento. Ma come si fa a gamificare la formazione? Non è semplice come sembra, poiché far divertire le persone ai corsi non è sufficiente e il rischio di banalizzare l'intero processo è molto alto. Gamificare la formazione significa trasferire alcune dinamiche del gioco all'interno del processo formativo, in modo tale da stimolare il partecipante a superare i propri limiti, apprendendo così nuove tecniche, strategie e comportamenti. Affinché questo avvenga, però, è necessario innovare il modo stesso in cui si erogano i contenuti formativi. Facciamo un esempio sulla formazione d'aula. Supponiamo di voler organizzare un corso con l'obiettivo di coinvolgere i partecipanti attraverso le dinamiche del gioco. Per prima cosa, iniziamo con l'organizzare i partecipanti in gruppi e ciascun gruppo con una propria isola di lavoro. Quindi, sostituiamo le lunghe e noiose didattiche con cartelloni colorati creati direttamente dai partecipanti. Trasformiamo le esercitazioni in sfide a tempo: i gruppi vincitori accumulano punti per ottenere premi finali e contenuti extra. In ultimo, mettiamo a disposizione una semplice app attraverso la quale i partecipanti possono consultare la leaderboard (per monitorare i gruppi in testa alla classifica), i punti accumulati, le competenze acquisite e i badge conquistati. Nell'app carichiamo anche tutti i materiali del corso a disposizione per la consultazione e per l'utilizzo (manuali, strumenti, ecc.) e un forum dove confrontarsi e condividere gli apprendimenti fatti. Questo è solo uno dei tanti possibili esempi di gamification all'interno della formazione d'aula. Ma è soprattutto nella formazione online che si hanno gli esempi più classici: l'e-learning, infatti, si presta all'applicazione delle logiche della gamification: sfida, competizione, divertimento, problem solving, superamento di ostacoli e molte altre dinamiche tipiche. La gamification, quindi, non si riduce solo alla famosa triade Punti-Badge-Leaderboard, ma riguarda tutto il sistema che andiamo a progettare ed è questo che potrà rendere molto coinvolgente il nostro percorso formativo. La gamification è uno strumento: il suo utilizzo, più o meno corretto, dipende dalle intenzioni con le quali viene usato! Ecco perché è fondamentale, prima di gamificare un percorso o un processo in azienda, dedicare tempo a capire quali risultati si desidera ottenere. Solo un'analisi attenta delle intenzioni può garantire un'ottima formazione gamificata e, soprattutto, etica! - Secondo il Brano II, cosa significa “gamificare” la formazione?

13. Secondo il Brano II, quale tipo di formazione si presta maggiormente alla gamification?

14. Secondo il Brano II, quale rischio si corre quando si gamifica un corso di formazione?

15. Secondo il Brano II, cosa conta quando si costruisce un processo utilizzando la gamification?

16. Secondo il Brano II, quale tipo di esperimento sociale è stato adottato a Stoccolma?

17. Brano III Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Roberto Saviano, nato a Napoli nel 1979, è uno scrittore e giornalista che è cresciuto dove detta legge la più efferata camorra (Napoli e varie cittadine, tra cui Casal di Principe). Nel 2006 esce il suo romanzo "Gomorra. Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra". Si tratta di un libro di letteratura e di indagine, veemente e brutale, ammaliante e pieno di orrori. L'autore, in modo documentato, fa nomi e cognomi di malavitosi, spiega come funziona il "Sistema" imperante, parla di affari e di traffici, di ville lussuose, di campagne sature di rifiuti tossici in arrivo da ogni parte d'Italia e d'Europa, di uomini che si ispirano ai boss immortalati dal cinema, della facilità con cui vengono adescati e reclutati adolescenti e perfino bambini. Il libro ottiene un enorme successo, ne vengono vendute più di due milioni di copie, è tradotto in 43 Paesi, ispira un film che riceve calorosi consensi dal pubblico e dai critici. Il successo del romanzo, però, crea diversi problemi esistenziali all'autore, il quale è costretto a vivere sotto nutrita scorta e in una sorta di isolamento ambientale che, innescato dalla paura di essere coinvolto in un attentato, rende difficile a Saviano frequentare luoghi dove rifornirsi o affittare una casa in cui vivere. Se il libro di Saviano si concentra sul Sud Italia e la criminalità "autoctona", bisogna però osservare che da qualche anno imperversano in Italia anche clan criminali stranieri, che continuano a ingrossarsi, soprattutto al Nord, reclutando adepti tra gli immigrati clandestini. Anche se meno potenti di mafia, camorra e 'ndrangheta, essi rappresentano una grave minaccia, perché hanno mutuato alcune caratteristiche proprie delle grandi organizzazioni. I campi in cui operano sono soprattutto lo spaccio di droga, l’immigrazione clandestina, lo sfruttamento della prostituzione, le estorsioni. Il fenomeno che preoccupa è la capacità della malavita straniera di interagire con le organizzazione criminali locali che tradizionalmente controllano le attività illecite. Così, nei rapporti investigativi, viene sottolineata l'intesa con sodalizi siciliani per la gestione del mercato della droga o dell’immigrazione clandestina, oppure l’alleanza con la malavita del Nord per le attività di tipo predatorio. Se il potere criminale ha potuto consolidarsi in tutti questi anni, sarebbe avvenuto anche in virtù delle protezioni politiche di cui avrebbe goduto. - I nuovi clan criminali stranieri: (vedi Brano III)

18. Il libro “Gomorra”: (vedi Brano III)

19. L'autore del Brano III afferma che il consolidamento del potere criminale in Italia in tutti questi anni ha potuto sfruttare:

20. Come può essere definito il libro “Gomorra” di Saviano? (vedi Brano III)