Area 4 Socio Pedagogica - 50 domande dirigente scolastico Miur

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1. Nella ricerca educativa quando si adottano particolari tecniche statistiche per dati che non presentano le caratteristiche o le condizioni di analisi statistiche parametriche – come per esempio il test del chi quadro – si sta parlando di

statistiche non parametriche
statistiche descrittive
statistiche applicate
statistiche resistenti
Non so rispondere

2. Immaginando in una ricerca educativa di dover “descrivere il gioco simbolico nei bambini iscritti alla scuola dell'infanzia”, quale tra le seguenti forme e/o strategie di ricerca secondo lei risulta essere il più adatto?

Indagine (ricerca correlazionale)
Ricerca valutativa
Ricerca con osservazione sistematica/indagine
Ricerca etnografica
Non so rispondere

3. In una ricerca educativa che vuole studiare “la relazione tra fattori socioculturali e ansia scolastica”, quale tra le seguenti forme e/o strategie di ricerca sarebbe più adatto?

Esperimento su caso singolo
Ricerca valutativa
Ricerca etnografica
Indagine (ricerca correlazionale)
Non so rispondere

4. In una ricerca educativa dove si giudica “la qualità di una scuola dell'infanzia attraverso l'impiego di una scala di valutazione (o di osservazione)”, quale tra le seguenti forme e/o strategie di ricerca è più adatta?

Esperimento su caso singolo
Ricerca valutativa
Indagine (ricerca correlazionale)
Ricerca etnografica
Non so rispondere

5. In una ricerca educativa dove si vuole sapere “il significato attribuito da un gruppo di bambini alle recite scolastiche effettuate in presenza dei genitori, nelle ricorrenze e a fine anno”, quale tra le seguenti forme e/o strategie di ricerca risulta essere il più adatto?

Il piano sperimentale a gruppo unico
Lo studio di caso
L'indagine (ricerca correlazionale)
La ricerca etnografica
Non so rispondere

6. In una ricerca educativa dove si vuole “attuare e verificare un intervento di integrazione di un bambino autistico, inserito in una classe seconda di scuola primaria”, quale tra le seguenti forme e/o strategie di ricerca risulta essere il più adatto?

L'inchiesta (intervista telefonica)
Il piano sperimentale a quattro gruppi
L'esperimento su caso singolo
L'indagine (ricerca correlazionale)
Non so rispondere

7. Il seguente problema così formulato: “l'introduzione di un’attività manualepratica di educazione artistica con materiale povero, rivolto ai bambini di 4 anni di una scuola dell'infanzia sviluppa la flessibilità dei bambini?” a quale tipo di ricerca è corretto associarlo tra le seguenti?

Problema relativo ad una ricerca osservativa
Problema relativo ad una ricerca con intervento
Problema relativo ad una ricerca nomotetica
nomotetica Problema relativo ad una ricerca etnografica
Non so rispondere

8. Il seguente problema: “i bambini di scuola primaria che riescono nello sport presentano livelli di autoefficacia superiori rispetto a quelli che hanno difficoltà?” a quale tipo di ricerca è corretto associarlo?

Problema relativo ad una ricerca con intervento
Problema relativo ad una ricerca osservativa
Problema relativo ad una ricerca nomotetica
Problema relativo ad una ricerca etnografica
Non so rispondere

9. Data la situazione nella quale “uno studente di fronte a un'interrogazione in classe” manifesta i seguenti indicatori: “ha le mani fredde”, “ha la voce tremante”, “ha difficoltà a concentrarsi sulle domande”, “ha una accelerazione del battito del cuore”. Considerati insieme, quale costrutto descrive meglio la situazione?

Paura
Ansia scolastica
Principio di influenza
Cardiopatia
Non so rispondere

10. In un ricerca di tipo educativo, il questionario a risposte chiuse, l'intervista strutturata o rigidamente strutturata, la check-list, la scala autovalutativa o autodescrittiva sono strumenti da utilizzare preferibilmente in una

ricerca qualitativa
ricerca idiografica
ricerca storico-autobiografica
ricerca quantitativa
Non so rispondere

11. Se in una scuola multietnica si indagano le opinioni di un gruppo di iscritti rispecchiando la varietà delle diverse etnie (con le percentuali di presenza effettiva per ottenere un giudizio rappresentativo della collettività considerat si parla di

campione a grappoli
campione casuale stratificato
campione occasionale o accidentale
campione casuale complesso
Non so rispondere

12. Quando si operano ricerche in ambito educativo con poche risorse, il campione più frequentemente adottato, costituito sulla base di una scelta di soggetti arbitraria, legata ai vincoli del ricercatore e alle disponibilità dei soggetti è detto

campione a strati
campione casuale semplice
campione accidentale non probabilistico
campione casuale a grappoli
Non so rispondere

13. Quale domanda è pertinente ad un particolare tipo di validità insito nella ricerca scientifica riconosciuta come “la validità di conclusività statistica”?

Se la relazione esiste, è di natura causale in modo che A causa B o l'effetto B sarebbe comunque presente anche se non venisse effettuato il trattamento A?
Esiste una relazione tra due variabili?
Se la relazione causale tra le variabili esiste, quali sono i costrutti di causa ed effetto interessati?
Se esiste una relazione che sia causale dal costrutto A al costrutto B, fino a che punto si può generalizzare tale relazione ad altre persone, ad altri luoghi e ad altri tempi?
Non so rispondere

14. Quando si decide di avere un approccio quantitativo con lo scopo di integrare risultati di numerose ricerche precedenti relative alla stessa tematica, si parla di

Meta-analisi
Ricerca trasversale
Ricerca-azione tematica
Osservazione integrata longitudinale
Non so rispondere

15. Un docente che intraprende particolari tipi di ricerca nella classe può utilizzare il sociogramma o sociogramma di Moreno. Esso consiste in

un grafico che presenta gli andamenti nel tempo del numero di conversazioni tra docente e allievi
un programma informatico per computer che rileva le frequenze di interazione sociale
una tecnica che registra e rappresenta in forma graficonumerica le relazioni interpersonali che si manifestano tra i soggetti appartenenti ad un gruppo
una metodologia di rilevamento dei microcomportamenti sociali a rischio nell’ambiente-classe
Non so rispondere

16. Un campione di studenti è rappresentativo della popolazione scolastica quando

riproduce in piccolo alcune caratteristiche della popolazione scolastica con scarti significativi imputabili al caso
riproduce in piccolo le caratteristiche della intera popolazione scolastica con scarti non significativi imputabili al caso
riproduce in piccolo le caratteristiche della popolazione scolastica con scarti significativi imputabili al caso
riproduce in piccolo le caratteristiche di parte della popolazione scolastica con scarti non significativi imputabili al caso
Non so rispondere

17. I quintili dividono le osservazioni effettuate in una ricerca

in cinque categorie di numerosità variabile
in cinque campioni
in cinque categorie di uguale numerosità
in quindici parti di uguale numerosità
Non so rispondere

18. Dal punto di vista statistico si definisce 'significativo' un risultato che è improbabile si sia verificato per puro caso. Per compiere questo genere di controllo si usano

i test di attendibilità
i test di direzionalità
test di affidabilità
i test di significatività
Non so rispondere

19. Quando si rappresentano graficamente i valori o i punteggi o i risultati della correlazione tra due variabili si usa

il diagramma ad aste
il diagramma a scatola e baffi
il diagramma di dispersione
il diagramma di percorso
Non so rispondere

20. Un ricercatore può effettuare un esperimento su una sola persona?

Sì, e viene detto esperimento monovariato
Sì, e viene detto esperimento su soggetto singolo
No
Sì, e viene detto studio del caso singolo
Non so rispondere

21. In un questionario l'item che richiede il numero di fratelli in una famiglia è una variabile

nominale
discreta
continua
categoriale
Non so rispondere

22. La scala Likert è

un coefficiente crescente che esprime l'intensità del rendimento
un indice che rileva le preferenze nel dare i voti scolastici
un tecnica per la misura di atteggiamenti o opinioni
una scala decrescente di errori sistematici
Non so rispondere

23. La seguente affermazione: «quanto più risulta elevata la capacità di comprensione della lettura, tanto più tende ad essere elevato il rendimento scolastico» equivale in termini statistici a

rilevare una correlazione elevata e positiva tra i valori delle misure concernenti la variabile «abilità di comprensione della lettura» e quelli riguardanti la variabile «rendimento scolastico»
rilevare una associazione non del tutto positiva tra i valori delle misure concernenti la variabile «abilità di comprensione della lettura» e quelli riguardanti la variabile «rendimento scolastico»
rilevare una semplice connessione tra i valori delle misure concernenti la variabile «abilità di comprensione della lettura» e quelli riguardanti la variabile «rendimento scolastico»
rilevare una causalità toalmente certa tra i valori delle misure concernenti la variabile «abilità di comprensione della lettura» e quelli riguardanti la variabile «rendimento scolastico»
Non so rispondere

24. In uno studio correlazionale, quando si interpreta in termini statistici il coefficiente di correlazione tra due variabili continue si deve tenere conto almeno di tre aspetti

il verso della relazione, la significatività statistica conclusiva e la direzione della relazione
la direzione della relazione, l'intensità dell'associazione nella variazione tra le due variabili e la forma della relazione
l'orientamento del grafico, la frequenza della distribuzione delle due variabili e la variabilità della variabile indipendente
la direzione della relazione, l'intensità della associazione nella variazione tra ledue variabili e la significatività
Non so rispondere

25. Quando un ricercatore decide di usare l'analisi fattoriale vuol dire che adotta

una tecnica statistica multivariata, basata su misure di associazione e in particolare sul coefficiente di correlazione, in grado di semplificare una massa di variabili di partenza in relativamente poche variabili indipendenti, composte, concettualmente significative, chiamate fattori
una tecnica statistica bivariata, basata su misure di associazione e in particolare sul coefficiente di correlazione, in grado di semplificare due variabili di partenza in variabili sicuramente indipendenti, composte, concettualmente significative, chiamate fattori
una tecnica statistica multivariata, basata su misure di dispersione e in particolare sul coefficiente di asimmetria, in grado di semplificare diverse variabili di partenza in due o tre variabili indipendenti, composte, concettualmente significative, chiamate fattori
Nr Domanda Risposta A (esatta) Risposta B Risposta C Risposta D 58 In uno studio correlazionale, quando si interpreta in termini statistici il coefficiente di correlazione tra due variabili continue si deve tenere conto almeno di tre aspetti la direzione della relazione, l'intensità dell'associazione nella variazione tra le due variabili e la forma della relazione il verso della relazione, la significatività statistica conclusiva e la direzione della relazione l'orientamento del grafico, la frequenza della distribuzione delle due variabili e la variabilità della variabile indipendente la direzione della relazione, l'intensità della associazione nella variazione tra ledue variabili e la significatività 59 Quando un ricercatore decide di usare l'analisi fattoriale vuol dire che adotta una tecnica statistica multivariata, basata su misure di associazione e in particolare sul coefficiente di correlazione, in grado di semplificare una massa di variabili di partenza in relativamente poche variabili indipendenti, composte, concettualmente significative, chiamate fattori una tecnica statistica bivariata, basata su misure di associazione e in particolare sul coefficiente di correlazione, in grado di semplificare due variabili di partenza in variabili sicuramente indipendenti, composte, concettualmente significative, chiamate fattori una tecnica statistica multivariata, basata su misure di dispersione e in particolare sul coefficiente di asimmetria, in grado di semplificare diverse variabili di partenza in due o tre variabili indipendenti, composte, concettualmente significative, chiamate fattori
Non so rispondere

26. L’influsso esercitato da Omero con l’Iliade e l’Odissea nella cultura ed educazione greca, poi in quella romana e, quindi, nella cultura occidentale è stato davvero grande, perché queste opere

hanno contribuito alla diffusione del pensiero e della religiosità greca
presentano modelli paradigmatici di ideali da imitare
sono le prime opere scritte che codificano la cultura occidentale
sono una fonte per comprendere il pensiero (filosofico e politico) greco
Non so rispondere

27. Le opere che meglio delle altre riescono a descrivere l’educazione impartita a Sparta nel VII sec. a.C. sono

i canti e i poemi militari
i dialoghi di Socrate
le commedie di Aristofane
le opere di Senofonte, Plutarco, Tirteo
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28. Vi è corrispondenza tra la parola greca scholé (scuol ed il termine latino otium perché

entrambe le parole voglio esprimere quanto sia necessario evadere da organizzazioni predefinite se si vuol impartire l’educazione a qualcuno
entrambe le parole esprimono l’intenzione di voler curare lo spirito, senza che questo sia gravato da altri tipi di affanni
entrambe dichiarano che solo le classi sociali avulse dalla gestione economica possono entrare in contatto con la cultura
entrambi i termini vogliono intendere che l’educazione non deve mirare a raggiungere scopi strumentali o utilitaristici
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29. I Sofisti furono interpreti di un movimento che

introdusse una cultura innovativa e un’educazione rinnovata
intendeva introdurre riforme sociali
incentivava forme di educazione collettiva
facilitò il confronto tra culture diverse
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30. Poiché Socrate non ha scritto nulla, il suo pensiero si ricostruisce solo attraverso le seguenti fonti

le opere di Aristotele
i dialoghi di Platone
gli scritti di Senofonte
le opere di Parmenide
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31. Si può affermare che il dialogo costituisce il momento più significativo del metodo socratico, perché

mostra un modello di comportamento di chi insegna
guida passo dopo passo l’individuo alla ricerca della verità
educa lo sviluppo delle capacità argomentative
dimostra come poco alla volta si può persuadere chi è disposto a conoscere
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32. Dopo essere stato alla corte di Filippo II come educatore del figlio Alessandro, nel 335 a.C. Aristotele fondò in Atene

l’Accademia
un grande centro culturale
il Museo
il Liceo
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33. L’esistenza di numerose scuole nell’età ellenistica è

espressione dei profondi mutamenti storico-culturali
il segno del diffondersi della cultura anche negli strati più bassi della popolazione
conseguenza della tolleranza pluralistica della società
espressione del diffondersi dei nuovi ideali della filosofia ellenistica come modelli di vita
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34. Nell’età ellenistica, lo sviluppo della dimensione morale dell’educazione veniva affidata

alla famiglia
al pedagogista
al pedagogo
nessuna figura specifica
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35. Il grammatistès (grammaticus) dell’età greco-romana sarà chiamato, in tempi posteriori, didàscalos, “didascalo”, cioè colui che specificamente insegna perché

il grammatista viene assumendo, oltre a quella letteraria, anche le altre forme dell’educazione grecoromana
lo studio grammaticale assumerà dignità superiore a qualsiasi altro studio
l’educazione di tipo letterario avrà un’importanza sempre maggiore sulle altre forme educative
l’unica vera educazione, anche nell’età antica, era quella di tipo letterario
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Al termine del quiz è presente la valutazione finale con risposte corrette/errate