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  • Professioni Sanitarie (Brano) 01

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    1. Brano 1. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Le vicende alimentari dell'Europa del Settecento sembrano ripercorrere cammini noti: espansione demografica, insufficienze produttive, sviluppo agricolo. Una storia che ricorda da vicino quella dei secoli XI-XII, o del XVI. Solo che questa volta le dimensioni del fenomeno sono ingigantite. La popolazione europea, che aveva raggiunto a metà del Trecento una punta di forse 90 milioni di individui, e che attorno al 1700 (dopo la grande crisi e la successiva lenta ripresa) era attestata sui 125 milioni, cresce da allora in poi rapidissimamente: 145 milioni a metà del XVIII secolo, 195 alla fine. Il sistema produttivo è messo a dura prova, le carestie si abbattono a intervalli regolari sulla popolazione. Alcune di esse (tristemente celebre quella del 1709-10) colpiscono l’intera Europa, dalla Spagna all'Italia, dalla Francia all'Inghilterra, dalla Germania alla Svezia, ai Paesi dell'Est. Altre investono territori più circoscritti: quella del 1739-41 colpì soprattutto Francia e Germania; quella del 1741-43 l'Inghilterra; quella del 1764-67 fu particolarmente grave nelle regioni meridionali (Spagna, Italia); quella del 1771-74 nei Paesi del Nord. Nell'insieme, gli anni "difficili" del XVIII secolo sembrano numerosi come non mai (a eccezione forse che nell'XI secolo). Ciò non vuol dire che la gente muoia di fame: se così fosse stato, l'exploit demografico sarebbe a dir poco incomprensibile. Siamo invece di fronte a un malessere diffuso, a uno stato di sottonutrizione permanente che viene per così dire "assimilato" (fisiologicamente e culturalmente) come condizione normale di vita. All'aumentata richiesta di cibo si rispose, per cominciare, nel modo più semplice e tradizionale: l'espansione dei coltivi. In Francia, nei decenni precedenti la Rivoluzione, le terre a coltura passarono da 19 a 24 milioni di ettari nel giro di trent'anni. In Inghilterra, nella seconda metà del secolo, furono recintati e messi a coltura centinaia di migliaia di ettari di terreni incolti e boschivi. In Irlanda, in Germania, in Italia si prosciugarono paludi e acquitrini. Contemporaneamente si misero a punto nuove tecniche produttive, in un clima di fervore scientifico e di sperimentazione agronomica che per la prima volta riuscì a incontrarsi con gli interessi imprenditoriali dei proprietari terrieri. Si parla a ragione, per quest'epoca, di una vera rivoluzione agricola: tale fu, dal punto di vista tecnico, l'abbandono della pratica del maggese e l’impiego delle leguminose da foraggio in regolare rotazione con i cereali. Ciò consentì, da un lato, di integrare le pratiche zootecniche nel sistema agrario, superando la tradizionale separazione fra attività pastorali e attività agricole; dall'altro, di accrescere sensibilmente i rendimenti del suolo, reso più fertile sia dalla presenza delle leguminose (che possiedono la proprietà di fissare l'azoto nel terreno) sia dalla maggiore disponibilità di concime animale. Queste e altre trasformazioni segnarono l'avvio del capitalismo agrario, che in certe regioni europee – soprattutto l'Inghilterra e poi la Francia – fu il primo passo verso l'affermarsi dell'economia industriale. All'ampliamento dei terreni coltivati e al perfezionamento delle tecniche produttive si affiancò lo sviluppo di colture particolarmente robuste, sicure e redditizie: quelle stesse che avevano trovato una prima timida diffusione (in ambiti localmente limitati) fra Quattro e Cinquecento, e che vengono ora "riscoperte" come soluzione a basso costo di pressanti esigenze alimentari. Il riso, dopo un certo declino nel XVII secolo, legato anche alle polemiche sull'opportunità igienica e ambientale di far ristagnare l'acqua nei campi, torna in auge nel Settecento come alternativa ai cereali tradizionali: in certe zone esso viene introdotto per la prima volta; in altre viene per così dire reintrodotto. Analoga destinazione sociale ha il grano saraceno, anch’esso "riscoperto" nel Settecento oppure, in certe regioni, introdotto per la prima volta. Ma sono soprattutto il mais e la patata a conquistare un ruolo di assoluto primo piano, sbarazzando il campo da molti antichi concorrenti: fra XVIII e XIX secolo, la tradizionale varietà di cereali inferiori – base millenaria della dieta popolare – viene progressivamente riducendosi a favore dei nuovi protagonisti. Quale tra le seguenti affermazioni è ricavabile dal brano 1?

    L'espansione demografica dell'Europa nel Settecento è stata possibile solo grazie all'aumento delle superfici destinate a coltura
    Le nuove tecniche agrarie si avvalsero dell'apporto della scienza del Settecento
    I proprietari terrieri non furono disposti a rischiare i loro capitali
    Solo in Inghilterra e in Francia si sperimentarono nuovi sistemi agrari
    L'estensione dei boschi e delle paludi ostacolò il progresso agricolo
    Non so rispondere

    2. Secondo il brano 1, quali prodotti furono riscoperti nel Settecento?

    Il riso e il grano saraceno
    Il farro e la segale
    Il mais e la patata
    I cereali inferiori
    Le leguminose
    Non so rispondere

    3. Qual è, a giudizio dell'autore del brano 1, il tratto distintivo dell'espansione storica vissuta dall'Europa del Settecento, considerato che egli stesso attribuisce un carattere ricorsivo alle vicende narrate?

    La totale assenza di carestie, che diede forte impulso alla manodopera agricola
    Il numero di anni "difficili", senza uguali nei secoli precedenti
    Il fatto che i cambiamenti furono per molto tempo limitati a Francia e Inghilterra
    Il fatto che nel Settecento la gente muoia di fame
    La portata, ovvero le dimensioni dei cambiamenti in essere
    Non so rispondere

    4. Secondo quanto affermato nel brano 1, quali fattori furono alla base della rivoluzione agricola del XVIII secolo?

    Il diffuso malessere per uno stato di permanente denutrizione
    L'introduzione della rotazione triennale e dell'aratro pesante
    L'abbandono del maggese e la diminuzione dell'allevamento
    L'interesse dei governanti verso l'agricoltura
    L'introduzione delle leguminose da foraggio e l'integrazione tra allevamento e sistema agrario
    Non so rispondere

    5. Da quanto riportato nel brano 1, si può dedurre che:

    il commercio dei cereali favorì l'accumulo di capitali
    si accentuò la separazione tra allevamento e agricoltura
    l'economia industriale ricevette un impulso dal capitalismo agrario
    il riso e il grano saraceno sono le colture più robuste, sicure e redditizie tra quelle “riscoperte” nel Settecento
    la popolazione europea superò i 100 milioni nel corso del XIV secolo
    Non so rispondere

    6. Brano 2 Leggere il testo del seguente problema. Al primo anno del corso di laurea in Lingue, sei compagni di studi sono chiamati a scegliere ciascuno due corsi opzionali fra i sei disponibili: inglese, francese, tedesco, spagnolo, cinese, esperanto. È noto che: 1) Arianna e Beatrice hanno litigato, e non desiderano frequentare alcun corso in comune; 2) Chiara è la migliore amica di Arianna: anche lei eviterà accuratamente la compagnia di Beatrice; 3) Damiano ed Eluana sono entrambi iscritti al corso di esperanto, ma hanno fatto scelte diverse per quanto riguarda il secondo corso a cui iscriversi: lui tedesco, lei spagnolo; 4) il cinese ha la fama di essere una lingua difficile: solo Chiara l'ha scelto. L'inglese è stato invece scelto da tre studenti. Tutti gli altri corsi avranno ciascuno due studenti; 5) Beatrice è una studentessa Erasmus proveniente da Bordeaux, quindi non le interessa frequentare il corso di francese. Anche Frank è uno studente Erasmus, proveniente da Berlino, ma questo non influirà sulla sua scelta di frequentare o meno il corso di tedesco. Chi frequenterà il corso di inglese? (vedi brano 2)

    Arianna, Chiara e Frank
    Beatrice, Eluana e Frank
    Beatrice, Damiano e Frank
    Beatrice, Damiano ed Eluana
    Arianna, Damiano e Frank
    Non so rispondere

    7. A metà anno accademico Giovanna, sorella di Beatrice, decide di iscriversi al corso di laurea in Lingue e deve scegliere anch'essa due corsi. Sapendo che Giovanna condivide le amicizie e le inimicizie di sua sorella, le sue possibilità di scelta sono ristrette a: (vedi brano 2)

    inglese, spagnolo ed esperanto
    spagnolo, inglese e tedesco
    tedesco, spagnolo e inglese
    tedesco, spagnolo ed esperanto
    spagnolo, inglese e francese
    Non so rispondere

    8. Oltre al cinese, quale altro corso sarà frequentato da sole ragazze? (vedi brano 2)

    Francese
    Spagnolo
    Inglese
    Tedesco
    Esperanto
    Non so rispondere

    9. Quale sarà o quali saranno i compagni di corso di Beatrice, considerando entrambi i corsi a cui si è iscritta la ragazza? (vedi brano 2)

    Solo Damiano
    Damiano e Frank
    Damiano ed Eluana
    Eluana e Frank
    Solo Frank
    Non so rispondere

    10. Dopo aver registrato tutte le iscrizioni, la presidentessa del corso di laurea annulla il corso di cinese per lo scarso interesse mostrato dagli studenti e invita Chiara a ripiegare su un altro corso. Tenendo conto dei vincoli espressi, la scelta di Chiara ricadrà: (vedi brano 2)

    necessariamente sull’esperanto
    su francese, tedesco o spagnolo
    su francese, tedesco o esperanto
    su francese o esperanto
    su tedesco, spagnolo o esperanto
    Non so rispondere