Scienze Infermieristiche ed Ostetriche 10

Tempo trascorso
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1. Una signora ha subito un anno fa una mastectomia radicale. Quale dei seguenti comportamenti potrebbe indicare che la signora ha difficoltà di coping ?

esprime dolore verso la parte del corpo persa
guarda la propria incisione senza disgusto
richiede informazioni su gruppi di supporto
agisce senza interesse verso l’aspetto esteriore
pone domande su come sta procedendo la situazione clinica
Non so rispondere

2. Secondo le evidenze più recenti l’autocontrollo della glicemia nei pazienti diabetici è:

di dimostrata efficacia nei soggetti in trattamento con ipoglicemizzanti orali; sono raccomandati uno o due controlli al giorno; solo suggerito per le persone in terapia insulinica;
di dimostrata efficacia nei soggetti in trattamento insulinico; sono raccomandati almeno tre controlli al giorno; utile nei soggetti in terapia con antidiabetici orali;
suggerita sia nei soggetti in trattamento insulinico che con ipoglicemizzanti orali. E’ indicato un controllo giornaliero in tutti i pazienti indipendentemente dal tipo di terapia, da eseguire al momento del risveglio;
suggerito sia nei pazienti in trattamento insulinico che con ipoglicemizzanti orali; sono sufficienti 2 – 3 controlli in settimana;
pur essendo consigliato in tutti i pazienti diabetici, non ci sono evidenze di dimostrata efficacia
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3. Quale fra le seguenti strategie utili a favorire l’aderenza alla terapia farmacologica, risulta più efficace in base alle più recenti evidenze ?

Avvicinare la forma farmaceutica alle esigenze della persona
Utilizzare schemi scritti per ricordare le terapie
Capire il processo decisionale della persona che dovrà iniziare la terapia
Scegliere, per quanto possibile, la via di somministrazione più adeguata per quel paziente
Coinvolgere una persona di riferimento quando si danno le informazioni circa la terapia
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4. L’iperpotassiemia all’ECG si manifesta con:

onde T appiattite, e aritmie ipercinetiche
onde T aguzze e aritmie ipocinetiche
scomparsa dell’onda T e tachiaritmie
onde Q profonde e comparsa di onda U
l’iperpotassiemia non determina alterazioni all’ECG
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5. Indicare, fra i seguenti esami ematochimici sulla base dei valori di riferimento, quello alterato:

Potassio 4.2 mEq/l
Sodiemia 142 mEq/l
Piastrine 91.000 mm3
Ht 42%
INR (non in trattamento anticoagulante) 1.05
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6. Secondo le Linee Guida Center for Disease Control (CDC 2002) quali raccomandazioni sono previste per la preparazione e la somministrazione delle soluzioni da infondere attraverso catetere venoso periferico (CVP)?

Utilizzare quando possibile fiale a dose singola per farmaci da aggiungere alle soluzioni, completare la somministrazione di lipidi entro le 12 ore
Utilizzare quando possibile fiale a dose singola per farmaci da aggiungere alle soluzioni, completare la somministrazione di aminoacidi entro le 4 ore
Utilizzare fiale multidose per farmaci o elettroliti da aggiungere alle soluzioni purché conservati in frigorifero, completare la somministrazione di lipidi entro le 2-3 ore
Utilizzare quando possibile fiale multidose per farmaci o elettroliti da aggiungere alle soluzioni purché utilizzati entro le 72 ore, completare la somministrazione di amminoacidi entro le 4 ore
Nessuna delle precedenti
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7. Una paziente dopo alcune ore dall’intervento di lobectomia presenta dispnea, FC 105 b/min, riferisce cefalea. Viene eseguito un emogasanalisi che evidenzia: Ph 7.22 PaO2 90 PaCO2 55 HCO3 - 25 Dall’interpretazione dei parametri quale situazione riconosci:

acidosi respiratoria
acidosi metabolica
alcalosi metabolica in compenso
acidosi respiratoria in compenso
quadro emogasanalitico nella norma
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8. L’OMS nel 1998 ha sottolineato l’importanza di praticare iniezioni intramuscolari solo se strettamente necessario, definendo le classi di farmaci che sono praticabili per questa via. Esse sono:

vaccini, immunoglobuline, antidolorifici, antibiotici e antivirali, agenti ormonali
vaccini, immunoglobuline, vitamine, ferro, antibiotici ed agenti ormonali
antibiotici, sedativi, antidolorifici, vaccini ed immunoglobuline, ferro
vaccini, immunoglobuline, formulazioni depot, alcuni antibiotici, alcuni agenti ormonali
antibiotici, antidolorifici, immunoglobuline, vitamine, benzodiazepine
Non so rispondere

9. Quali fra le seguenti istruzioni possono essere fornite alla persona in trattamento con TAO (terapia anticoagulante orale) rispetto alla dieta da seguire?

Eliminare gli alimenti contenenti vitamina K in particolare le verdure a foglia verde, assumere il warfarin quotidianamente possibilmente ½ ora prima dai pasti
Mantenere costante la quantità/qualità di verdure a foglia verde, assumere il warfarin, al mattino con la prima colazione
Mantenere costante la quantità/qualità di verdure a foglia verde, assumere il warfarin quotidianamente possibilmente lontano dai pasti
Aumentare l’apporto di vegetali ricchi di vitamina K, assumere il warfarin alla sera prima di coricarsi
Eliminare gli alimenti contenenti vitamina K in particolare la carne, assumere il warfarin a stomaco pieno
Non so rispondere

10. L’eparina agisce:

inibendo l’azione dei fattori K dipendenti prodotti a livello epatico
legandosi all’antitrombina III principale inibitore fisiologico della coagulazione
interferendo sull’aggregazione piastrinica e la formazione del trombo bianco
attivando il plasminogeno e quindi il meccanismo di fibrinolisi
bloccando irreversibilmente i fattori II VII IX X della cascata coagulativa
Non so rispondere

11. Un paziente in trattamento con TAO (terapia anticoagulante orale) telefona alle 9.00 del mattino, all’infermiere domiciliare e chiede informazioni perché nella giornata precedente si è dimenticato di assumere la terapia. L’infermiere risponderà:

di assumerla subito, visto che si è ricordato della dimenticanza, avvertire il medico e il laboratorio di riferimento
di non “recuperarla”, ricontrollare l’INR ed avvertire il medico
di ricontrollare l’INR ed in base al valore aumentare il dosaggio della somministrazione prevista per quel giorno
di assumere un doppio dosaggio nell’orario previsto, ricontrollare l’INR a distanza di 5 – 6 ore e poi confrontarsi con il medico
di rivolgersi per una risposta precisa al proprio medico di base, nel frattempo di assumere la dose dimenticata
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12. Quale tra i seguenti non è un effetto collaterale degli oppioidi?

Depressione respiratoria
Nausea e vomito
Ritenzione urinaria
Midriasi
Stipsi
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13. Nel soggetto adulto le dimensioni corrette della cannula orofaringea possono essere stimate prendendo la distanza tra:

il lobo dell’orecchio e l’angolo della bocca
la punta del naso e il lobo dell’orecchio
l’arcata dentaria superiore e la cartilagine tiroidea della laringe
l’arcata dentaria inferiore e la cartilagine cricoidea della laringe
l’angolo della bocca e la cartilagine cricoidea della laringe
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14. Prima di somministrare la terapia attraverso il sondino naso-gastrico l’infermiere:

Valuta che il sondino sia posizionato correttamente, frantuma o apre tutte le capsule, lava il sondino con 30 ml di acqua sterile prima e dopo della somministrazione
Valuta che il sondino sia pervio, valuta la possibilità di frantumare o aprire le capsule, lava il sondino con 10 ml di acqua prima della somministrazione
Valuta che il sondino sia posizionato correttamente, valuta la possibilità di frantumare o aprire le capsule, lava il sondino con 30 ml di acqua prima e dopo la somministrazione
Valuta che il sondino sia pervio, apre tutte le capsule o frantuma la terapia e la diluisce in poca acqua, tiene chiuso il sondino 4 – 5 ore per facilitarne l’assorbimento
Nessuna delle precedenti
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15. Recenti evidenze in letteratura suggeriscono di utilizzare l’idratazione sottocutanea tramite ipodermoclisi allo scopo di:

prevenire o correggere la disidratazione lieve o moderata in pazienti anziani che non assumono liquidi per via orale o ne assumono in quantità insufficiente
correggere rapidamente grandi volumi di liquidi in pazienti disfagici con disidratazione iso od ipotonica
correggere l’ipovolemia negli anziani ospiti di strutture residenziali e con difficoltà di accesso vascolare periferico
somministrare macromolecole (albumina) o soluzioni colloidali nei pazienti anziani a rischio di malnutrizione
garantire la somministrazione supplementi nutrizionali in pazienti anziani con disfagia ed a rischio di malnutrizione
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16. Lo schema di terapia insulinica che meglio mima la secrezione fisiologica di insulina prevede:

una somministrazione/die di insulina ad azione intermedia
due somministrazioni/die di insulina rapida + intermedia al mattino e sera
due somministrazioni/die di insulina rapida a pranzo e miscela precostituita la sera
tre somministrazioni/die di insulina rapida a colazione e pranzo e miscela precostituita la sera
quattro somministrazioni/die di insulina rapida a colazione pranzo e cena, e di intermedia la sera
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17. Indicare fra le seguenti opzioni, quella che contiene due problemi prioritari da gestire in fase di riacutizzazione nel paziente con BPCO:

Rischio di malnutrizione calorico-proteica correlato ad inappetenza e aumentato fabbisogno; senso di impotenza correlato a perdita di controllo e restrizioni sullo stile di vita
Ipossia correlata ad ipoventilazione alveolare ed aumento del lavoro respiratorio; paura correlata all’ospedalizzazione e alla riacutizzazione della patologia invalidante
Alterazione delle dinamiche familiari per perdita del ruolo e dell’autonomia; rischio di malnutrizione calorico-proteica correlato ad inappetenza ed aumentato fabbisogno
Difficoltà di adattamento alla patologia invalidante e progressiva; deficit di self care correlato a ipossigenazione muscolare
Rischio di alterato mantenimento della salute correlato a non riconoscimento dei fattori di rischio; ridotta tolleranza all’attività fisica correlato ad ipossigenazione
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18. Rispetto al problema: “deficit nutrizionale correlato ad aumentato consumo respiratorio, stato ipermetabolico e ridotto apporto calorico globale, secondario a patologia bronco-polmonare cronica (BPCO)”, indicare la risposta che contiene gli interventi assistenziali pertinenti:

Arricchire la dieta di alimenti ad alto contenuto di grassi e calorie, distribuire le calorie sui tre pasti principali, ridurre l’apporto di proteine
Arricchire la dieta di alimenti ricchi di carboidrati, favorire pasti piccoli e frequenti, ridurre l’apporto di grassi e proteine
Favorire le preferenze del paziente, ridurre l’apporto di sali minerali e vitamine aumentare l’apporto di carboidrati
Favorire le preferenze del paziente aumentando l’apporto di proteine e calorie, favorire pasti piccoli e frequenti, ridurre l’apporto di carboidrati
Favorire le preferenze del paziente, ridurre l’apporto di proteine, aumentare l’apporto di carboidrati
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19. In corso di somministrazione di ossigenoterapia per flussi superiori a 4-6 L/minuto quale liquido deve essere introdotto nei serbatoi per l’umidificazione dell’ossigeno erogato?

Soluzione fisiologica sterile
Acqua del rubinetto, purché sia potabile
Acqua demineralizzata sterile
Soluzione elettrolitica tipo Ringer Lattato
Non serve umidificare l’ossigeno erogato
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20. Il distanziatore o spaziatore, è indicato per la corretta inalazione di farmaci per via inalatoria, perché:

favorisce il raggiungimento da parte delle particelle di farmaco nelle alte vie aeree
favorisce il raggiungimento da parte delle particelle di farmaco nelle basse vie aeree
permette la miscelazione del farmaco con l’ossigeno inspirato
riduce il rischio di infezione delle vie respiratorie perché funge da filtro
favorisce lo scambio a livello alveolo-capillare
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Al termine del quiz è presente la valutazione finale con risposte corrette/errate